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Teatro Luigi Mercantini

Sull'onda della passione musicale suscitata dall'opera, unita ad un rinnovato senso civico, sorge il teatro di Ripatransone, tra i più precoci ad essere costruiti in territorio marchigiano.

Moltissime città italiane, grandi e piccole, introducono a partire dal Settecento nel proprio tessuto urbano gli edifici teatrali a fianco delle piazze e dei palazzi comunali a testimoniare la condivisione di una nuova identità culturale cittadina.

Nasce così il progetto del Teatro del Leone di Ripatransone (dal simbolo riprodotto nello stemma comunale il "Leone ripano") che risale infatti al 1790, per iniziativa comunale. L'edificio viene inserito all'interno del duecentesco Palazzo degli Anziani, oggi più comunemente noto come Palazzo del Podestà.

La tradizione teatrale della città di Ripatransone è già viva alla metà del XVI secolo, ma solo all'inizio del ‘700 si ha notizia di una struttura stabile in legno con palcoscenico e palchetti, sempre all'interno dello stesso palazzo, progenitore del teatro attuale.

Ripatransone - L'interno del teatroIl nuovo progetto viene affidato all'architetto ticinese Pietro Maggi che, probabilmente condizionato dalla struttura preesistente, prevede per la sala una pianta ad U, con tre ordini di palchi, per un totale di 44.
Lo stesso è il responsabile qualche anno più tardi anche della costruzione del Teatro del Leone a S. Vittoria in Matenano (1812-15) e di quello del Serpente Aureo di Offida (1820); in quest'ultimo però utilizza la pianta a ferro di cavallo, più in voga, seguendo i nuovi dettami dell'architettura neoclassica che si riferiscono a questo tipo di fabbrica.

L'aumento delle spese induce a fondare una società condominiale (un gruppo di privati in società acquistava in anticipo i palchetti), ma nonostante questo i lavori vanno a rilento e nel 1824 si decide di inaugurare egualmente il teatro con una copertura provvisoria, pur non essendo finiti i lavori del terzo ordine dei palchi.

Nel 1837 l'incarico di completarli è affidato all'architetto Francesco Bassotti, ma a causa dei costi sempre più elevati i privati si ritirano ed il Municipio si fa carico di tutta la gestione economica.

Il 1843 vede la sua definitiva apertura con la rappresentazione della Lucia di Lammermoor di Donizetti.

Ripatransone - Palazzo del PodestàEsternamente il teatro coincide con la struttura in laterizio dell'antico Palazzo del Podestà preceduto da un portico con sette archi, quello centrale ogivale, e dotato di bifore al primo piano. L'edificio viene poi ampliato tra il 1867 e il 1876 dall'ingegnere Pietro Dati con l'aggiunta di due ali laterali in stile neogotico, una delle quali ha inglobato l'antica torre civica.

Internamente il numero dei palchi viene aumentato a 50 su richiesta della cittadinanza e la decorazione viene affidata a Luigi Ruffini di Falerone che realizza sul plafone una pittura dai colori accesi che vanno dal celeste all'arancio, al giallo e colloca dentro tondi ed ovali figure allegoriche, strumenti musicali oltre a sei medaglioni raffiguranti i ritratti di tre grandi celebrati autori teatrali del Settecento: Metastasio, Goldoni e Alfieri insieme ai mostri sacri dell'opera del secolo successivo: Rossini, Bellini e Verdi.

Le decorazioni e le scene sono realizzate dall'ascolano Giovanni Picca (1875), mentre Giuseppe Ruffini, fratello di Luigi, dipinge un sipario storico, che ancora oggi si conserva, in cui è rappresentato il tragico episodio di Virginia, cittadina ripana uccisa dal padre perché non cadesse nelle mani delle truppe spagnole dirette verso il Regno di Napoli, che al loro passaggio saccheggiarono la città, episodio storico che si riferisce al 1515.

Nel 1894 viene cambiato il nome da Teatro del Leone a Teatro Luigi Mercantini, in onore del poeta risorgimentale originario di Ripatransone (1821-1872), autore di famose poesie come La Spigolatrice di Sapri o l'Inno a Garibaldi, il cui ricordo è onorato anche con un busto e una lapide sulla facciata esterna dell'edificio.

La sala del teatro usata come cinema tra il 1930 e il 1950 è stata chiusa nel 1952. Con i restauri all'intera struttura iniziati nel 1979 è stata possibile la riapertura al pubblico nel 1998.

Da allora la struttura che ha una capienza di 252 posti ha ripreso la sua funzione storica con una ricca stagione teatrale e musicale.


Bibliografia:

Le Marche dei Teatri. 1. Ascoli Piceno e Macerata, (fotografie di M. Buscarino) Milano 1999

T. Maffei, Teatri storici nelle Marche, Ancona 2000

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