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Collezione numismatica "Mircoli"

La moneta nasce in Grecia come mezzo maneggevole, prodotto e garantito da un'entitą statale, per assicurare in modo rapido l'acquisizione di beni e la fruizione di servizi all'interno del proprio territorio.

Per noi moderni ha ancora lo stesso significato, ma da sempre, il tondello metallico, pił o meno prezioso, il cui valore intrinseco e nominale era garantito dallo stato emittente, ha attirato l'attenzione e la curiositą dei collezionisti, al di lą del valore effettivo delle monete stesse.

Le monete conservate nel Museo Archeologico di Monterubbiano costituiscono la collezione raccolta agli inizi del XX secolo da Stefano Mircoli, medico di professione, appassionato collezionista e cultore di numismatica. La famiglia Mircoli, erede della raccolta, l'ha donata al Comune agli inizi del XXI secolo.

Pannello della Collezione numismaticaIl nucleo č composto da oltre 500 esemplari metallici in argento e in bronzo, e abbraccia un arco cronologico che va dal III secolo a.C. fino al XX secolo d.C. ed un ambito geografico assai esteso; comprende monete romane di etą repubblicana (III secolo a.C.), fino all'etą imperiale (I sec. a.C. - III sec. d.C.) e tardo-imperiale (IV sec. d.C.). Seguono alcuni esemplari medievali, sia italiani, sia europei. Tra le monete moderne, oltre a quelle dei maggiori stati italiani, tra cui numerosi esemplari della Roma dei Papi, si annoverano pezzi provenienti dalla Francia, dalla Svizzera, dalla Germania. Sono presenti inoltre esemplari di etą contemporanea da altri continenti, come l'India e le Americhe, soprattutto del XIX secolo.

Nel corso del XX secolo, dopo la morte del collezionista, sono stati aggiunti alcuni esemplari pił recenti di "lira italiana" del XX secolo e diverse medaglie premio.

Non conosciamo nulla relativamente alla provenienza, da scavo o da collezione, di queste monete e purtroppo č andato perduto il libretto in cui Stefano Mircoli ha annotato i suoi appunti sulla collezione che andava formando.

Moneta collezione Mircoli

Restano soltanto delle annotazioni scritte a mano sui fogli di carta che avvolgono alcuni esemplari, utili al riconoscimento del tipo monetale, ma che non ci illuminano sulle circostanze di rinvenimento delle monete stesse, sui tempi di acquisizione da parte del collezionista e sui criteri che lo hanno guidato nella raccolta.

Sarebbe stato molto interessante sapere, per esempio, se alcuni esemplari antichi provengano da scavi nel territorio come sembra rivelare il fatto che siano ancora sporchi di terra. Se queste monete fossero state rinvenute a Monterubbiano o nel suo circondario avremmo potuto disporre di nuovi elementi, oltremodo illuminanti per la conoscenza della storia della cittą.

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