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Museo della Civiltà contadina

La raccolta del museo risale al 1984 grazie a donazioni private.
Il primo allestimento è stato ubicato nei locali della scuola, presso la Collegiata di Santa Lucia. In seguito la collezione fu trasferita nella stanza a volta posta al di sotto della Sala De Carolis, in piazza San Francesco.

Con l'istituzione del Polo museale, il Museo della Civiltà Contadina è stato inserito all'interno di un nuovo percorso sito al secondo piano del complesso conventuale di San Francesco.

Montefiore - Museo della cultura contadinaGli ultimi lavori di riallestimento sono stati finalizzati all'esaltazione della percezione sensoriale, tattile e sonora dei manufatti, così da rendere evocativa l'azione e l'uso di quegli attrezzi.

Obiettivo principale dell'esposizione è quello di fornire informazioni scientifico-didattiche sugli oggetti, farli rivivere nella vita quotidiana, proiettarli nei luoghi montefiorani ormai perduti.

Il percorso si articola in tre sezioni:

L'uomo e la casa
Il percorso inizia dalla ricostruzione a pavimento di un'aia in acciottolato di fiume, in mezzo alla quale sono posti un forno e tutti gli attrezzi per la lavorazione del pane.
Accompagna l'ingresso una selezione di canti popolari e di versi degli animali da cortile.
Un uscio in legno, aperto su di una parete costruita in terra cruda, invita all'interno della ricostruzione dell'ambiente domestico.
Il pavimento è in pianelle di cotto, alle pareti intonacate a calce sono appesi gli utensili domestici.
Il lavoro (domestico, artigianale, agricolo)
La porta rappresenta l'accesso alla seconda sezione suddivisa in ulteriori tre unità.
Il lavoro domestico è caratterizzato dalla presenza di un telaio e di strumenti vari per la cardatura della lana e la filatura del lino e del cotone. In un angolo sono appoggiati i giochi dei bambini.
I suoni di sottofondo sono i rumori del telaio e le filastrocche legate al mondo dell'infanzia.
Montefiore - Museo della civiltà contadinaLavoro artigianale: una parete in legno divide l'ambiente domestico dalla bottega, dove sono esposti gli strumenti del bottaio, del fabbro, del falegname e del calzolaio.
Il pavimento vuole ricostruire una tipica strada dell'area fermana in pietrame e cotto.
Accompagnano la visita i frastuoni del paese.
Lavoro agricolo: superata la seconda parete in legno si è proiettati verso la campagna, ricreata artificialmente con un covone di paglia e una folignata.
Il pavimento in materiale plastico rievoca la terra spaccata dal sole.
A ridosso del covone sono esposti gli arnesi della mietitura, mentre presso la folignata si trovano il torchio ottocentesco, il tino e gli arnesi della vendemmia.
L'accompagnamento sonoro prevede canti popolari legati alle varie fasi del lavoro contadino.
Il territorio
La visita termina sul fondo del corridoio dove, da una finestra dell'antico Chiostro di San Francesco, è possibile ammirare un bella vista del territorio di Montefiore dell'Aso.
Nell'ultimo ambiente si trovano, inoltre, il modello in scala di una casa palombara, tre pannelli didascalici riguardanti il paesaggio, le diverse tipologie abitative e gli elementi rilevanti (chiese rurali, fontanili, edicole ...).
Sulla parete di destra è collocata una tabella della rete sentieristica del territorio di Montefiore dell'Aso, denominata Sentieri possibili tra dolci colline. La tabella vuole essere un invito a continuare l'esperienza cognitiva al di fuori della struttura, tra arte, natura e specialità enogastronomiche.
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