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Galleria di Arte contemporanea

La collezione di arte contemporanea si trova al pianterreno del Palazzo Bonomi Gera.

La prima sala di sinistra racchiude le opere dello "scultore del vento" Pericle Fazzini, nato a Grottammare nel 1913, morto a Roma nel 1987.
Vi sono custodite due sculture in bronzo (un ritratto di Ungaretti ed un Crocifisso), due acqueforti, venticinque serigrafie ed un pastello. I trenta pezzi presenti in loco sono il frutto della generosità dell'autore.

L'esposizione è stata realizzata in modo da evidenziare il percorso creativo dell'artista.
La capacità di sublimare la natura rivelando aspetti eterei e lirici, scontorna le immagini, dando la sensazione di trovarsi di fronte ad una materia impalpabile ma elegante nelle sue proporzioni compositive, sempre libere e dinamiche.
Ricerca formale, sintesi figurativa e suggestioni plastico-cromatiche sono gli elementi indispensabili per trovare un punto di contatto con la sua produzione.

Gli appuni dell'autore esposti, inoltre, costituiscono un ausilio importante per il visitatore. In uno degli ultimi passi scritto poco prima di morire si legge "La morte e la vita sono la medesima cosa, fanno parte dell'infinito mistero in cui gli uomini e i piccoli invisibili insetti hanno lo stesso peso, in un sempre più misterioso universo che non si logora mai".

Nella seconda sala di sinistra si trovano opere di diversi artisti: Remo Brindisi (tre tele del ciclo La preda, incisioni e serigrafie), Arnoldo Ciarrocchi (dieci incisioni, un acquerello) e Adolfo De Carolis.

Sempre al pianterreno sono custodite: 22 tele del pittore ripano Giuseppe Canali, donate al Municipio nel 1992, opere di Annigoni, Piacesi, Marchegiani, Marziali, Meconi, Capponi, Pulcini, Amadio, Marconi, Cordivani, Montanarini, Cusani, Berrettoni, Perrotta, Danesi, Ferretti, Primo Angellotti, Sandro Trotti, Mario Vespasiani, Vittorio Fazzini, Wladimiro Tulli, Fausto Luzi.
Gli artisti Andreoli, Erani, Mascaretti, Perrotta e Romano presentano opere a tema Vedute ripane.

Infine è collocata in loco la scultura Lode al Signore dell'offidano Aldo Sergiacomi, datata 1982.

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