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Museo delle Tradizioni popolari

Il Museo delle Tradizioni Popolari è stato fondato nel 1986 da alcuni docenti della scuola media locale "G. Ciabattoni" con il nome Museo della civiltà contadina ed artigiana.

Dopo una prima sistemazione negli ambienti sotterranei dell'ex convento di Sant'Agostino, nel luglio del 1998 è stato organizzato un nuovo allestimento presso il Palazzo De Castellotti.

Offida - Museo delle tradizioni popolariIl criterio adottato per l'esposizione mira a far comprendere funzione e contesto di appartenenza di ogni singolo oggetto.
I manufatti sono accompagnati dalla specifica denominazione dialettale, per mantenere vivo il contatto con un passato ricco di implicazioni socio-economiche.

Suddiviso in tre grandi settori, offre la possibilità al visitatore di effettuare un viaggio alla scoperta della vita quotidiana del territorio piceno, attraverso i reperti dell'artigianato rurale ed urbano.

Introduzione

L'avvio delle fortune economiche di Offida è attribuibile alla decisiva presenza dei monaci benedettini dell'Abbazia di Farfa (Rieti), che impressero una svolta all'agricoltura locale dedicandosi alla bonifica delle zone acquitrinose, diventate paludose a causa del forzato abbandono in seguito alle invasioni barbariche.

La rinascita delle campagne venne favorita, nel corso della seconda metà del Medioevo, dall'introduzione di alcune innovazioni tecnologiche che ne promossero lo sviluppo, condizione indispensabile per quell'incremento demografico che ha accompagnato la fine del feudalesimo e l'inizio dell'età comunale.

Sul finire del XII secolo Offida, grazie anche al consistente aumento di popolazione a circa 7.000 anime, avvenuto in quei decenni, prendeva forma di comune dando vita ad una propria amministrazione.
Come ogni altro comune medievale non si sottrasse né alle guerre interne né ai conflitti con i comuni vicini per il controllo del territorio circostante, che si scatenarono spietate tra il XIII e il XVII secolo.
Malgrado i conflitti, i lutti e le improvvise invasioni di milizie ostili accompagnate spesso da saccheggi, Offida vide in questi secoli fiorire le proprie attività economiche dall'agricoltura all'artigianato ai commerci.

A partire dal XVII sec. la città allargò la coltivazione del grano anche nei territori in pendio e parallelamente sviluppò l'appoderamento di tipo mezzadrile, avviando l'agricoltura verso un assetto rimasto immutato sino al secondo dopoguerra del Novecento.

La fuga dalle campagne, non significò la fine dell'agricoltura, che modernizzandosi liquidò l'ormai anacronistico contratto mezzadrile sostituito dalla piccola proprietà e nel contempo sviluppò quelle coltivazioni come la viticoltura e la frutticoltura più consone alla natura del terreno e alla mitezza del clima.

La raccolta di attrezzi e oggetti conservata in questo museo rappresenta uno spaccato delle attività di questo territorio al momento dell'abbandono delle campagne e parallelamente anche alla crisi dell'artigianato tradizionale spodestato dalla diffusione dei manufatti industriali.

Indirizzo Biglietti
Palazzo De Castellotti
Via Roma, 17
Tel. 0736 88871
biglietto unico per i tre musei inseriti nel Palazzo De Castellotti
Normale: 3,00 Euro
Ridotto: 2,00 Euro
Audioguida: gratuita
Polo Civico: 4,00 Euro
(con Santa Maria della Rocca
e Teatro Serpente Aureo)
MuseiPiceni: 10,00 Euro
(per l'intero circuito museale)
Orari
Orario estivo
(dal 1 giugno al 30 settembre):
tutti i giorni
10.00-12.30 - 15.30-19.30
Orario invernale:
Sabato, Domenica,
festivi e prefestivi,
festività natalizie e pasquali
10.00-12.30 - 15.00-19.00
MuseiPiceni