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Percorso mistico: chiese rurali ed extraurbane

La storia degli insediamenti nel piceno trova nelle presenze dei luoghi di culto un ruolo essenziale. La professione e diffusione della fede attraverso sistemi organizzati, definiscono degli assetti specifici radicati nel territorio, con tracce che ancora oggi mantengono intatte la propria spiritualità.

Partendo da Ripatransone e percorrendo la strada provinciale Cuprense in direzione di Cossignano, si giunge alla chiesa della Madonna del Carmine. Il portale tardo-rinascimentale realizzato in arenaria da M. Ventura è datato 1569. L'interno è costituito da tre navate ripartite da otto archi. Oltre all'acquasantiera in marmo del 1615, sono presenti opere dei pittori di Caldarola, Simone e Giovanni Francesco De Magistris, tra le quali quella meglio conservata è la pala d'altare raffigurante la Deposizione di Gesù dalla Croce. L'affresco è inserito in una finta cornice architettonica costituita da un arco racchiuso tra due lesene sormontato da un architrave e da un timpano circolare dove appaiono Geremia ed Isaia.

Ripatransone - Santa Maria della PetrellaRiprendendo la strada provinciale Cuprense in direzione di Grottammare, si incontra la chiesetta santuario di Santa Maria della Petrella, un vero e proprio complesso con porticato (successivamente chiuso) per la sosta dei pellegrini-viandanti e l'ospitium. L'origine dell'intera struttura risale al 1400. All'interno sono presenti vari cicli pittorici tra i quali i più interessanti dal punto di vista storico-critico sono quelli delle pareti, classificabili in due categorie distinte: didattici e votivi. Questi ultimi sono stati eseguiti nel 1403 da Don Antonio di Nicolò il Giovane su commissione di Vanne (Giovanni) di Kito di Ripatransone.

In contrada Tesino di Offida è collocata la piccola chiesa rurale di San Venanzio, con facciata a capanna e piccolo campanile “a vela” in asse con il portale d'ingresso. Dall'analisi dei materiali utilizzati per la costruzione (mattoni e pietra) si fa risalire al XVII-XVIII secolo.
La chiesa di San Filippo in contrada Ciafone (Offida) è costituita da una chiesa di campagna e da una canonica. I lavori, iniziati nel 1791, hanno avuto termine nel 1805 su progetto dell'architetto ticinese Pietro Maggi. L'interno possiede tutti i caratteri stilistici dell'architettura neoclassica: paraste, timpani e modanature. Solo recentemente è stata riaperta al culto.

Tra Moresco e Monterubbiano, lungo la strada che scende verso la val d'Aso, in contrada Tredico (ivi si dipartono tre vie) sorge, completamente isolata, la chiesa extraurbana di Santa Maria dell'Olmo. La struttura è il frutto di una trasformazione di una precedente edicola. All'interno, sopra l'altare, si trova un affresco rappresentante la scena della Crocifissione, opera di Vincenzo Pagani. I personaggi disposti scenograficamente in primo piano sono contornati dal classico paesaggio marchigiano: una marina con barchette a vela triangolare sulla quale degradano dolci colline. Nei pinnacoli dell'altare sono presenti grottesche: candelabre con putti che sorreggono strumenti musicali, mentre nella cuspide compare una Coronazione della Vergine.

Raggiunto Monterubbiano, ultima tappa dell'itinerario è la visita alla chiesa suburbana del SS. Crocifisso collocata fuori Porta Sant'Andrea (direzione Petritoli). Eretta per volere del mons. Paolo Pagani nel 1590, è in stile barocco con pianta a croce latina. Si accede all'interno attraverso la porta centrale in travertino, ma la grandiosità dell'impianto architettonico consiste nel porticato continuo che la avviluppa su tre lati. Gli affreschi sull'altare maggiore risalgono al 1591 e sono attribuiti a Giovanni Colucci di Santa Vittoria; ai lati opere (affreschi e due tele) di Martino Bonfini di Patrignone datate 1639.

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