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Montefiore dell'Aso - Notizie generali

Montefiore dell'Aso è situato a 412 m. s.l.m. su di uno strapiombo della cresta che divide le valli dell'Aso e del Menocchia.

Cenni Storici

Numerosi reperti archeologici testimoniano la presenza, favorita dalla strategica posizione collinare, di insediamenti sin dall'epoca preistorica-protostorica1.

Montefiore dell'Aso - Li GrottiCentro piceno2, acquista rilevanza storica durante il periodo della romanizzazione, come attestano le ville rustiche disseminate sul territorio3. Anche il suo toponimo Mons florum, pur non basandosi su dati certi e scientifici, si vorrebbe far risalire al culto della dea Flora.

In contrada "Li Grotti" sono emersi, inoltre altri elementi per la ricostruzione del periodo in esame: gallerie ipogee scavate nell'arenaria con nicchiette, deposito di urne cinerarie, ampolle in vetro per unguenti e materiali ceramici.

Con il diffondersi degli ideali cristiani tra il III e il V sec. Montefiore diventa sede di una Pieve Plebs Sanctae Luciae, edificio sacro, perno della vita spirituale locale. Assumendo il titolo di chiesa battesimale acquista un ampio potere giurisdizionale su un vasto territorio4.

Montefiore dell'Aso - Porta SolestàLa località subisce trasformazioni di notevole valore architettonico a partire dal 1178, momento in cui i due castra (Montefiore e Aspramonte) si fondono in un unico centro ove ancora oggi sorge l'abitato.
Solo verso la fine del XIII sec. diventa libero comune.

La cinta muraria (XV sec.) segue un vago andamento ellissoidale ed è intervallata da porte e torrioni, alcuni dei quali hanno perso la loro identità di elementi fortificati5.

Caratteristiche architettoniche ed artistiche

Montefiore dell'Aso - Piazza della RepubblicaIl cuore del paese è rappresentato dalla centrale piazza della Repubblica, dominata dalla Collegiata di Santa Lucia di chiara matrice ottocentesca, pur se eretta sui resti di un edificio più antico. Questo è visibile oggi attraverso il Portale in arenaria della Pinnova (XIII sec.), costituito da formelle a bassorilievo disposte una sull'altra, senza un chiaro programma figurativo.
Al suo interno sono conservate le tele di Luigi Fontana e il Polittico smembrato di Carlo Crivelli, eseguito, secondo la critica, poco dopo il 1470.

Altro edificio dalla forte connotazione socio-culturale è la chiesa di San Francesco, dovuto non solo al forte radicamento nella città dell'ordine mendicante, ma anche alla figura carismatica di Gentile Partino, lettore della Casa Pontificia di Bonifacio VIII.
Qui, infatti, si trova il monumento funebre, datato 1310, dei genitori del Cardinale, realizzato in marmo: due angeli reggicortina permettono al visitatore di osservare le figure distese sul letto-sarcofago. Inoltre nell'abside poligonale (attuale ingresso) vi è il ciclo pittorico trecentesco attribuito al Maestro di Offida o, secondo recenti indagini archivistiche, a Milicuccio di Giovanni.

Montefiore dell'Aso - Il BelvedereDal Belvedere si accede alla Sala Adolfo De Carolis (1874-1928), dedicata all'illustre pittore, incisore, illustratore e poeta, che ha saputo superare le limitate distinzioni tra generi, con una produzione sicuramente nuova e non più ascrivibile alla categoria obsoleta delle arti maggiori. All'interno sono esposti i bozzetti preparatori, in olio su tela, che il maestro eseguì per realizzare gli affreschi della Sala dei Quattromila nel Palazzo del Podestà a Bologna.

Adiacente alla sala, la galleria ospita la collezione completa delle xilografie donate dalla stessa famiglia De Carolis nel 1974.

Altre caratteristiche

Montefiore dell'Aso - Parco De VecchisSosta interessante per il visitatore curioso potrebbe essere il rigoglioso e attrezzato parco De Vecchis. Da qui si possono intraprendere escursioni a piedi o in mountain bike tra i numerosi sentieri che costituiscono due reti diverse. La prima rende accessibili le strutture agrituristiche della zona; attraverso la seconda è possibile raggiungere a piedi i comuni limitrofi (Massignano, Campofilone ...).

Il riconoscimento, ottenuto con l'inserimento di Montefiore dell'Aso nell'elenco dei Borghi più belli d'Italia, è indicativo dell'impegno posto dalla popolazione e dalle amministrazioni nella conservazione delle migliori caratteristiche ambientali e paesistiche di questo stupendo angolo delle colline picene.


  1. Reperti silicei che vanno dal Paleolitico al Neolitico (dalle amigdale alle cuspidi di freccia). Ceramiche grossolane risalenti al XIV-X sec. a. C. (età del bronzo) e corredi dell'età del ferro (IX-IV sec. a. C.).
  2. Sul territorio sono venute alla luce numerose tombe del VII-VI sec. a.C., mentre tra i corredi funebri si segnala un carro da guerra prelevato dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici di Ancona, ma in seguito andato distrutto durante l'ultima guerra.
  3. Una in contrada Coppiola, un'altra in contrada San Giovanni così come una cisterna in opus coementicium in contrada Monte Gentile farebbe supporre un altro insediamento simile.
  4. Dalla Pieve di Sant'Eusebio di Carassai a quella di San Basso di Cupramarittima.
  5. Porta Dritta ha perso il coronamento merlato e la probabile copertura; torrione Sant'Angelo è stato destinato all'uso abitativo.
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