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Il progetto 2003

Premesse

Indagini compiute sulla popolazione italiana rilevano un affermarsi del bisogno da parte dei cittadini di appartenere ad un'identità territoriale.

In Italia il territorio è museo, la città è museo, ed è sempre più confermato che i cittadini stessi si riconoscano nel loro museo, individuando nella cultura la loro identità collettiva e ricoprendo più o meno implicitamente il museo civico del ruolo di simbolo stesso di questa identità.

In nome della sussidiarietà si coinvolge sempre di più il cittadino ad avere un ruolo attivo nella società, ed esso ritrova proprio nella storia il suo senso civico di appartenere al luogo, paese, città. Uno spirito civico che entrando nell'era del mercato globale, aiuta a rinsaldare le radici nel proprio territorio e a controllare l' irreversibile virtualizzazione del reale. In quest'impegno sociale il museo ed i musei civici in modo particolare possono e rivestono un ruolo importante.

Storicamente il museo ha in sostanza due obiettivi: la conservazione delle opere e dei manufatti che lo compongono (compresi i luoghi e i monumenti presenti nel territorio come parte integrante del "museo diffuso") e la fruizione che non è sostanzialmente legata alla sola collettività a cui si riferisce ogni singolo museo, ma deve essere intesa nella sua accezione più alta. Il museo è difatti un bene pubblico, cioè un bene del cui uso o fruibilità non è opportuno escludere nessuno né per gruppo sociale, età o abilità.

Un progetto di rete museale esprime la volontà di ricucire i diversi musei, poli museali, centri storici, piazze, chiese e singoli monumenti, che uniti da una stessa immagine e capacità comunicativa possano adempiere ad un cosciente e innovativo programma educativo, dove divulgazione, scientificità, e didattica siano le keywords d'accesso.

In sostanza ci sono le premesse necessarie per procedere verso una trasformazione del museo tradizionale che da luogo "salotto delle muse" divenga "piazza civica", agorà, luogo pubblico per eccellenza, punto di aggregazione dei cittadini tutti.

Un progetto di rete che punti ad un prodotto spendibile nel mercato turistico culturale, un prodotto che come tale è costituito da due inscindibili componenti: il territorio, con le sue attrattive e i servizi che lo rendono fruibile

Contenuti

Quattro fiumi: Tronto, Tesino, Menocchia e Aso, quattro valli e quattro colli dove nel tempo i piccoli castrum e ville medievali si sono sviluppati nei centri urbani di Offida, Ripatransone, Montefiore dell'Aso e Monterubbiano. Quattro paesi posti uno di fronte all'altro, uniti non solo fisicamente da una miriade di strade e stradine, sentieri di media collina panoramicamente molto suggestivi, ma anche otticamente, tanto che affacciandosi da uno si coglie visivamente tutti gli altri in uno solo sguardo. Una continuità territoriale funzionale tale da ritenersi di fatto una unità funzionale del sistema Museo Diffuso, una contiguità che ci permette, volendo, in un solo giorno di visitare tutti e quattro i poli museali, premessa questa fondamentale per poter attivare i necessari processi legati alla valorizzazione e promozione dei luoghi che compongono il patrimonio storico culturale stesso del Museo Diffuso e la possibilità effettiva di erogare servizi comuni rendendo massima l'accessibilità e la fruizione delle collezioni e dei beni.

Un patrimonio culturale rilevante per diversi punti di vista: storicamente, in quanto mette insieme tre dei musei fra i più antichi e storicamente documentati dell'intera Regione Marche quali: il Museo Civico di Ripatransone, che il 30 Aprile 2002 ha festeggiato il 125° anno dalla fondazione, il Museo Civico "G. Allevi" di Offida la cui collezione fu ritrovata e ordinata dallo stesso Allevi nella seconda metà dell'ottocento e donata al Comune di Offida alla sua morte nel 1896; il Museo Civico Archeologico di Monterubbiano del 1909.

Culturalmente, in quanto riunisce in una sola rete diverse tipologie museali : archeologico: Museo di Offida, Ripatransone, Monterubbiano; storico documentario: Museo del Risorgimento a Ripatransone e Centro di documentazione cinematografica a Montefiore dell'Aso; artistico pittorico: Quadreria ad Offida, Pinacoteca e Galleria d'arte Contemporanea a Ripatransone, Sala De Carolis, Sala Cantore e Sala Crivelli a Montefiore dell'Aso, Pinacoteca a Monterubbiano; etnografico: Museo delle Tradizioni Popolari e del Merletto a Tombolo ad Offida, Museo della Civiltà Contadina, Collezione etnografica e Museo Fittile a Ripatransone, Museo della Cultura Contadina a Montefiore dell'Aso.

Ambientalmente,in quanto pur non ricadendo in area protetta da un parco nazionale ha in sé delle specificità ambientali di rilievo quali: La Selva dei Frati, area naturale sottoposta a vincolo paesaggistico con all'interno un percorso didattico attrezzato, un'aula CEA EcoGiano e una zona monumentale denominata "Le Fonti" utilizzata l'estate come teatro all'aperto a Ripatransone; un itinerario naturalistico attrezzato e una rete sentieristica segnalata a Montefiore dell'Aso; un'aula CEA EcoGiano ed una rete sentieristica segnalata a Monterubbiano.

Inoltre i quattro comuni rientrano in aree produttivamente interessanti dal punto di vista turistico enogastronomico: Offida e Ripatrasone sono Comuni appartenenti all'area del Rosso Piceno Superiore, mentre Montefiore dell'Aso e Monterubbiano rientrano nell'area di produzione ortofrutticola della Valle dell'Aso, qualificata per la produzione della pesca a pasta gialla.

Un patrimonio considerevole se si pensa concentrato in un area contigua di 183. 45 mq di territorio con una popolazione complessiva di 15.180 abitanti.

Analizzando nello specifico i numeri di questo considerevole patrimonio storico culturale riassunto nella tabella di seguito:

 OffidaRipatransoneMontefiore dell'AsoMonterubbianoTotale
Collezioni museali695323
Teatri storici11 + 1 all'aperto-13 + 1
Edifici storici543315
Chiese71651240
Archivi storici11114
Biblioteche1111 4
Beni ambientaliParco didatticoSelva +
Aula CEA
1 Parco +
Area attrezzata +
Rete sentieri
1 Parco +
Rete sentieri +
Aula CEA
3 Parchi +
2 Aule CEA +
3 Reti sentieri

E' evidente che su 60 collezioni museali della Provincia di Ascoli Piceno riconosciute dal Centro Beni della Regione Marche, circa il 40% è inserito nella rete museale "museipiceni.it", un dato di per sé esauriente per indicare l'alto numero di concentrazione di beni di rilevanza storica, artistico e ambientale inseriti nel progetto, questo dato pone il polo museale museipiceni.it al terzo posto d'importanza nella Provincia, subito dopo quello delle due città di Ascoli Piceno e di Fermo.

Un patrimonio storicizzato e riconosciuto, sia dall'ente regionale che dai singoli comuni, i quali hanno da tempo iniziato il loro percorso di valorizzazione nello sforzo di procedere ad un adeguatamento agli standard museali. Questa rete museale è dunque composta da realtà consolidate, garanti di una effettività funzionalità ed economicità del progetto, edifici e collezioni che richiedono solo interventi di completamento o di recupero funzionale dal punto di vista della fruibilità degli oggetti esposti e dei beni storicamente riconosciuti come tali.

Motivazioni e obiettivi dell'intervento

museipiceni.it è un sistema museale composito, realizzato come forma integrata e complementare di più tipologie d'intervento, concentrate su una medesima area caratterizzata da continuità territoriale e tale da prefigurarsi come unità funzionale del sistema Museo diffuso. La rete trova la propria ragion d'essere nell'identità storica culturale che insieme i quattro poli museali compongono, l'offerta culturale articolata può trovare notevoli vantaggi nella messa a sistema. In consapevolezza di ciò ed in accordo con quanto richiesto, si è giunti a redigere un Accordo di Programma che vede l'avvio di un progetto pilota sovracomunale, per la valorizzazione e la promozione integrata dei luoghi del Museo diffuso, mediante l'erogazione di servizi comuni e la realizzazione di iniziative atte a migliorare l'accessibilità del patrimonio culturale ed ottimizzare la fruizione delle collezioni, nonché dei beni inseriti nei circuiti di visita cittadini.

Obiettivo dell'intervento è quello di migliorare le potenzialità dei musei e del patrimonio storico culturale ad essi connesso, valorizzandolo e promuovendolo nell'intento di rispondere adeguatamente alle diverse domande quali quelle provenienti dal turismo culturale, fatto di visitatori scolastici, di ricercatori, di singoli interessati, nonché dai cittadini stessi, che vedono nel museo una risposta alla domanda d'identità. Puntare a questo scopo è presupposto essenziale e prioritario per diversificare e destagionalizzare l'offerta turistica di questi luoghi, innescando un processo economico ecocompatibile in sintonia con una politica di riequilibrio e sviluppo socioculturale delle singole comunità locali.

Si vuole realizzare tale obiettivo puntando soprattutto sulle risorse umane locali, che possono mettere a frutto il patrimonio di conoscenze posseduto e le competenze già radicate nel luogo, esaltando la forza competitiva propria di ciascuno dei poli museali che compongono il sistema.

Creare territori competitivi, operando sul genius loci proprio dei singoli luoghi concorre alla individuazione del punto di partenza, per l'elaborazione delle strategie di sviluppo equilibrato del territorio, che non sia riducibile alla pura e semplice misurazione di indicatori economici, ma che sia consequenziale alla qualità socioculturale dell'insieme creato e all'occupazione dei soggetti, laureati o diplomati, in facoltà cosiddette svantaggiate quali quelle umanistiche, artistiche e letterarie.

Il territorio, la storia e la sua lettura educativa didattica resa possibile attraverso i documenti sparsi in area delimitata e contigua, rappresenta l'atto fondamentale, la ragione sostanziale, la missione della nuova rete museale sintetizzata nella frase di Fredi Drugman:

"Fare del museo un luogo pubblico per eccellenza"

Al centro di questo sistema museale composito c'è il pubblico come soggetto di diritto e cittadino per eccellenza del museo stesso. Un'utenza diversificata, senza esclusione alcuna, ma che è ormai abituata a confrontarsi con gli scenari transnazionali e che per questo necessita di maggiori attenzioni e di particolari cure.

A tal fine si è inteso realizzare allestimenti museali attenti alle diverse tipologie di fruizione, didattica e divulgativa in particolare, focalizzando l'attenzione a due diversi tipi di fruitori normalmente esclusi dalla fruizione degli spazi museali: i bambini (intesi quali individui singoli e non nel complesso della classe, per la quale è ormai normalmente previsto un percorso di conoscenza didattica in ogni percorso museale) ed i portatori di diverse forme di handicap. Per il primo gruppo nei musei sono stati creati luoghi di accoglienza ludici che avvicinino i bambini alla realtà espositiva con un approccio rispettoso ma non timoroso o noioso, è possibile quindi giocare con le diverse forme di espressione della creatività umana sia essa artistica o materiale (puzzle, pannelli di travestimento, tavoli di esperienza sensoriale sono stati messi a disposizione del piccolo pubblico), è stata inoltre prevista una collana di guide tematiche dedicata ai bambini.

Per i portatori di forme diverse di menomazioni, gli allestimenti museali prevedono ogni forma di abbattimento fisico e comunicativo. I percorsi sono stati studiati e realizzati prevedendo una completa accessibilità agli spazi museali con la realizzazione di adeguati servizi, contemporaneamente si è realizzato una serie di iniziative attente alle esigenze dei non vedenti. Tutti i poli museali in questione prevedono audioguide, totem informativi e pannelli didascalici sono stati provvisti di traduzioni tattili in alfabeto braille, così come alcuni oggetti sono stati scelti (con le opportune garanzie), se non riprodotti per essere percepiti tattilmente dai visitatori non vedenti al fine di permettere esperienze culturali complete.

La missione, ovvero lo scopo primo del museo, diviene dunque l'espressione e l'impegno pubblico connaturato nella politica dell'impresa museale, incentrata su problematiche che si traducono nell'ascolto del pubblico stesso e dell'impatto sociale che queste producono all'interno del sistema museale.

Rendere così esplicito lo scopo, la mission della rete museale, significa attivare sostanziali modifiche allo spazio museale in sé ed alle collezioni in esso contenute, significa rendere pubbliche, in qualche modo esplicite, le ragioni stesse della sua esistenza e didatticamente comprensibili le scelte sottese dall'organismo pubblico e dal gestore delle risorse disponibili.

La struttura gestionale

Le amministrazioni comunali di Offida, Ripatransone, Monterubbiano hanno già avviato esperienza di gestione indiretta del proprio patrimonio culturale, affidando a società e cooperative esterne i diversi poli museali.

La situazione attuale vede:

Offida già da diversi anni ha dato in gestione alla cooperativa Oikos i servizi di apertura delle strutture museali, i circuiti di visita ed alcuni corsi di formazione legati al tombolo
Ripatransone attraverso bando di gara ha affidato in gestione quadriennale (2002-2007) alla società Progetto Zenone l'intero sistema culturale del paese (Pinacoteca, museo archeologico, biblioteca, archivio storico, Teatro Storico, Centro di educazione Ambientale, Bottega del Vino) con l'attivazione di diversi progetti che vedono la società assumere il ruolo di soggetto imprenditoriale
Montefiore dell'Aso gestisce in proprio con l'apertura attraverso operatori, in attesa di completare il polo di San Francesco e dare in gestione esterna l'insieme.
Monterubbiano dato in gestione annuale alla società Progetto Zenone l'insieme del Museo archeologico, Pinacoteca, Teatro storico, Biblioteca Centro di Educazione Ambientale.

L'affidamento esterno ad una stessa società nel caso di Ripatransone e Monterubbiano ha dato immediati frutti con progetti di valorizzazione associata sia per ciò che concerne il Centro di Educazione ambientale, che ha visto l'attivazione del progetto Ecogiano finanziato dalla Regione Marche nell'ambito del Prea 2001, sia per il sistema biblioteca, con il finanziamento nell'ambito della LR 75 del progetto "le parole degli altri".

La tipologia di convenzione attivata tra la società e i comuni ha permesso di individuare la figura di un responsabile di sito con requisiti ben definiti, in linea con gli attuali orientamenti del settore che richiedono, nel caso delle realtà museali, figure professionali preparate ad affrontare le inscindibili problematiche connesse alla tutela e alla contemporanea esigenza di valorizzazione. La stessa convenzione ha poi posto obblighi occupazionali precisi, che vedono nell'opportunità di impiegare risorse umane locali uno dei presupposti fondamentali per attivare un processo di sviluppo del territorio in funzione dei beni culturali.

Partendo da questo quadro generale il progetto museipiceni.it è stato visto in un ottica di ulteriore prospettiva di sviluppo. Fin dall'origine del progetto sono state contattate le società che gestiscono il patrimonio culturale al fine di assicurare un attività coerente ed integrata.

L'accordo di Programma ha previsto l'istituzione del Comitato Direttivo di Rete al fine di avere una struttura che, oltre ad attuare le schede progetto, possa essere una figura di coordinamento tra le attuali situazioni gestionali, operando in una visione di massima integrazione tra le esigenze gestionali ed il completamento del polo, al fine di creare la possibilità di offrire servizi culturali altamente qualitativi e competitivi.

Il Comitato Direttivo di Rete individuerà attraverso curriculum 1 Responsabile unico di Distretto Culturale, 1 Conservatore di Beni Archeologici, 1 Conservatore dei Beni Artistici, 1 Conservatore dei Beni demoantropologici, acquisendo così figure capaci di operare nel settore della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale con specifiche competenze. E' chiaro che l'interlocutore principale diverrà il Responsabile di Distretto Culturale, che assumerà il ruolo di riferimento tra il comitato direttivo di rete, i conservatori e le strutture operative rappresentate dai diversi responsabili di sito o coordinatori.

Organigramma
MuseiPiceni