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Il polittico di Carlo Crivelli
Valorizzare il patrimonio artistico attraverso una conservazione programmata     

Avviata la prima fase:
studi preliminari e indagini scientifiche per la conoscenza del manufatto e intervento di manutenzione ordinaria

Il progetto di valorizzazione che riguarda il Polittico di Carlo Crivelli conservato a Montefiore dell’Aso (AP) ha come obiettivi principali:

  • l’analisi sul modus operandi di Carlo Crivelli attraverso indagini scientifiche mirate alla conoscenza delle tecniche esecutive e dei materiali costitutivi dell’opera;
  • il confronto dei dati raccolti su altre opere del maestro, in modo da costituire un database delle tecniche costruttive e pittoriche impiegate;
  • il confronto sulle tecniche di restauro dei paesi dove si conservano le altre tavole per arrivare a salvaguardare l’opera attraverso un intervento di manutenzione ordinaria.

Valorizzare l’opera, quindi, attraverso la conoscenza e la conservazione sviluppando una cultura della conservazione programmata per arrivare a progettare, in un secondo momento, se necessario, l’intervento di restauro vero e proprio. Il progetto Crivelli, in questa prima fase, si inserisce nelle attività dei Musei Piceni volte ad avvicinare le comunità alla conoscenza, conservazione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico locale.

Le operazioni verranno effettuate, a partire dal 28 aprile e fino al 17 maggio 2014, all’interno del Polo Museale di San Francesco, nell’ambito dell’evento Museo aperto per lavori, allestendo un laboratorio temporaneo di restauro e di diagnostica e coinvolgendo non solo docenti della Scuola di Conservazione e Restauro e il Dipartimento di Scienze di Base e Fondamenti dell'Università Carlo Bo di Urbino, consulenti esterni come Gianluigi Colalucci, Mauro Matteini, Claudio Falcucci della società M.I.D.A. Metodologie d’Indagine per la Diagnostica Artistica e Matteo Fabbri della società Tryeco ed inoltre esperti delle diverse istituzioni dalla Soprintendenza BSAE delle Marche, ai Musei Piceni, al Comune di Montefiore dell’Aso, alla Regione Marche, ma anche numerose società private che sostengono finanziariamente l’iniziativa: Artifex srl - comunicare con l'arte, Luigi Viglione Notaio in Roma, Emma per l’Arte, Forno Roscioli.

La manifestazione vuole sottolineare il concetto di restauro quale terreno di intersezione tra le componenti storiche, scientifiche e tecniche, in grado di produrre conoscenza per la salvaguardia del nostro patrimonio artistico, memoria storica del nostro paese. Il restauro nella sua dimensione interdisciplinare diventa espressione importante della società e dei mutamenti contemporanei ed un valore aggiunto per la crescita della nostra economia.

Il “modello” di collaborazione tra istituzioni diverse vuole dimostrare che è possibile sviluppare delle azioni concertate “in economia” per tutelare i beni culturali. È in questo contesto che si può e si deve elaborare una nuova, efficace proposta per il rilancio complessivo di un nuovo “modello” per la gestione e la fruizione dei beni culturali, riattivando il circuito identità culturale e ricchezza distribuita, proponendo concrete modalità di razionalizzazione della spesa pubblica e privata nel campo della cultura; individuando ruoli e modelli strutturali di eventuali soggetti di intermediazione nella gestione della cultura e ridisegnando le funzioni conoscitive, di ricerca e di tutela della pubblica amministrazione ripeto in una continua collaborazione fra istituzioni.

La complessità dell’intreccio fra territorio, musei, paesaggio, iniziative culturali istituzioni di formazione, in Italia, infatti, è tanta e tale che, se riusciremmo a perseguire questo modello efficace a carattere nazionale, e modulabile sulle nostre realtà locali, potremmo aspettarci che esso sia modellizzabile ed esportabile in Europa e altrove.


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